Creare la propria immagine o allinearsi agli stili, alle mode, alle tendenze resta il cardine per farsi conoscere o riconoscere, per distinguersi o per uniformarsi. Viviamo in una società dove è importante comunicare rapidamente e in modo incisivo per restare nella mente di chi guarda. Siamo innondati da qualsiasi forma di rappresentazione visiva: foto, video, film, programmi televisivi, pubblicità, cartelloni, ecc. Distinguersi e farsi ricordare non è una cosa semplice.
Le imprese che producono e commercializzano i loro prodotti devono confezionare, proteggere, distribuire, evidenziare la merce che finirà sugli scaffali nella piccola e nella grande distribuzione. Il valore strategico del packaging parte da questi principi.

Sostenibilità e cambiamenti

Oggi si parla molto di sostenibilità e quindi di rispetto verso l’ambiente, di raccolta differenziata e di riciclaggio dei materiali. La confezione dei prodotti e in particolare quella dei generi alimentari, ha un importante ruolo nel marketing aziendale. Si tratta di una leva fondamentale che determina il processo d’acquisto da parte dei consumatori.

Siamo ancora in periodo di quarantena da coronavirus. Si prospetterà un periodo di grave recessione a seguito dei blocchi che, all’inizio del mese di marzo, il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha imposto a tante attività produttive. La stima degli esperti per i primi due trimestri del 2020 ci indica un calo del PIL addirittura del -10%. Molto probabilmente con la ripresa post emergenza, per contenere e combattere la pandemia, ci saranno delle situazioni critiche nel mercato: i cali di produzione e le perdite economiche inevitabilmente avranno delle ripercussioni negative. Si ipotizza comunque una aumento del PIL che arriverà nell’arco della fine dell’anno al -6%. Forse la vera ripresa potrà arrivare nel 2021 ma sarà comunque un recupero parziale.

Prendiamo in considerazione proprio questo attuale periodo di recessione e di rallentamento dell’economia. Ci sono e ci saranno cambiamenti forzati al comportamento e alle abitudini delle persone e delle famiglie. Nella grande distribuzione, oltre alle lunghe file di persone distanziate per l’approvvigionamento di beni di primo e di largo consumo, si vedono anche i carrelli della spesa quasi sempre colmi di generi alimentari inscatolati, imbustati, in barattoli e in vasetti. Pertanto è un tripudio di confezioni e di etichette di ogni tipo. I mezzi d’informazione hanno fatto l’analogia al periodo bellico e post bellico del grande conflitto, per le ristrettezze economiche e di libertà individuale.

Quali scenari si prospettano?

Immaginiamo quale potrebbe essere lo scenario se le aziende alimentari fossero costrette a produrre omologandosi per genere e distribuendo in maniera anonima. Nessun marchio, nessuna grafica, nessun design personalizzato: giusto con le indicazioni di legge relative al peso, alla data di scadenza o entro cui consumare il prodotto, ai valori nutrizionali, al luogo di produzione e di confezionamento e alle regole di conservazione e smaltimento dei materiali della confezione.

È sicuramente un’utopia ma potrebbe essere una soluzione per dare a tutte le imprese, indistintamente grandi e piccole, la possibilità di continuare a produrre riducendo i divari della concorrenza. Ma quale sarebbe la prospettiva e quali sarebbero le ripercussioni sulle abitudini e sulle scelte dei consumatori?

Per la questione di salvaguardia ambientale e per lo smaltimento dei rifiuti, le aziende si stanno da tempo adoperando per offrire dei packaging pratici, funzionali e facilmente conferibili nei raccoglitori differenziati. Si è cercato anche di tornare alla vendita del prodotto sfuso anche nella GDO per alcune tipologie di alimenti quali la pasta secca di grano duro, i cereali, i biscotti e le caramelle e altri ancora. Si potrebbero pertanto ridurre i costi dei prodotti con l’abbattimento delle spese degli imballaggi e del confezionamento e ovviamente della loro produzione, dalla cartotecnica alla stampa.

Diciamo che l’attualità può offrire l’opportunità per ragionare in tal senso e soprattutto per continuare a mettere l’accento su questi aspetti importanti, sia per contenere i prezzi di vendita, sia per avvicinare i consumatori al brand che potrà soddisfare il più possibile entrambe i criteri. Una grande occasione per le ditte di prodotti alimentari per studiare e proporre nuove soluzioni e per distinguersi come innovatori o come imprese ecosostenibili.

Packaging o non packaging?

Resta comunque invariato il valore strategico del packaging per le attività produttive di cibi e di bevande. La confezione e l’etichetta di un prodotto serve sicuramente a presentare e far riconoscere, ma con un pubblico di consumatori sempre più attento a ciò che acquista e che consuma, ancor di più al mangiare sano, alle funzioni estetiche si abbinano quelle informative.

In sintesi il pack ideale deve necessariamente tener conto di queste caratteristiche: semplicità, facilità di utilizzo, sostenibilità e personalizzazione. Inoltre tenendo conto che gli acquisti vengo effettuati spesso anche online, sfruttando i negozi virtuali e-commerce, servono in modo indispensabile che ci siano anche queste caratteristiche per ottenere un buon packaging: possibilità di riutilizzo, ridotto impatto ambientale, trasparenza per consentire di vedere il prodotto e trasportabilità per preservare il contenuto con la spedizione.

Conclusione

Un prodotto commercializzato non può restare senza la sua confezione. Minimale o ricercato, leggero o piuttosto robusto, biodegradabile, resistente, dal design innovativo, variopinto, fluorescente, ergonomico, originale, standard, riciclato, artigianale, industriale. Quindi se il valore strategico del packaging è fondamentale nel marketing aziandale, non è possibile farne a meno e non è possibile renderlo anonimo e senza personalità.

Produttori, designer, grafici dovranno riversare un grande impegno verso le esigenze e le emozioni dei consumatori, considerando l’evoluzione del mercato e della società ma, soprattutto, dovranno avere sempre la massima attenzione verso la salvaguardia dell’ambiente.